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giovedì 9 gennaio 2014

Il mondo visto da Ca' Drolo

Domenica scorsa abbiamo festeggiato un compleanno all'Agriturismo Ca' Drolo, a Torricella, che straconsiglio vivamente. Per la cronaca, abbiamo assaggiato tutti i quattro primi: le immancabili tagliatelle al ragù che piacciono ai bambini, passando per i cappelletti i brodo, abbaimo virato su uno strozzaprete con porcini per poi assaggiarli - perché no? - anche con salsiccia e radicchio. A seguire grigliata, verdure cotte e grigliate, patate e così via.

(A scanso di equivoci non sono un parente, né un amico, sono solo un cliente soddisfatto!)



Ci tornerò sicuramente in primavera anche per lo splendido panorama che si gode da lassù: lo sguardo spazia dal piccolo borgo di Sartiano a est, per poi passare sulla rocca di Maioletto, con San Leo sullo sfondo, la cima del monte San Marco, la Carpegna tutta, i profili lontani dei Sassi Simone e Simoncello per poi perdersi ad ovest tra i monti dell'alta valle.



E questa è stata un'altra buona occasione per ritrarre ancora alberi, specialmente grazie alla bella luce che il tramonto ci ha regalato!





sabato 4 gennaio 2014

Alberi

In questi primi giorni del 2014 mi sono concesso un paio di giri in auto alla ricerca di alberi che in questa stagione, così freddi, nudi, solitari e orgogliosi, mi attirano in modo particolare.
Mi sembrano vagamente sofferenti ed estremamente dignitosi, creature che sopportano, immobili e silenti, vento e freddo che l'inverno non gli risparmia.

Nella giornata di oggi, in particolare, nel raggiungere a piedi il colle in cima al quale si trova l'albero dei primi due scatti, sono stato investito da raffiche di vento talmente forti e improvvise che - a tratti - faticavo ad avanzare.

Così quando posso li cerco nell'entroterra, il più lontano possibile dal rumore delle città, e li ritraggo, esattamente come farei con un amico che non vedo da tanto tempo e che avrei voglia di rivedere.


"...LL"...Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. 
E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati...".

(Hermann Hesse, Il canto degli alberi)









lunedì 25 novembre 2013

Prima neve in Appennino

Ho passato la giornata di sabato a Badia Prataglia, nel Parco delle Foreste Casentinesi, in compagnia degli amici pentaxiani del forum omonimo. Sapevamo che era già caduta la prima neve, ma non immaginavamo che la faggeta lungo la strada dei "Fangacci" fosse tutta imbiancata. Così, essendo la strada anche chiusa al traffico, ci siamo incamminati lentamente armati di fotocamere e cavalletti di ogni genere, e tra una chiacchierata e l'altra ci è persino capitato di fare qualche foto! Tutti i discorsi si sono poi conclusi alla (consigliatissima) trattoria "Il Capanno".

Sulla strada del ritorno una sosta nei pressi delle "Tre cascate" per un'ultima foto con acque setose.










martedì 3 settembre 2013

Il grande Faggio

Ho incontrato questo Faggio casualmente, un giorno in cui, con il piccolo Andrea, ho percorso il sentiero che dal Cippo raggiunge la sommità del Monte Carpegna. Si tratta di un sentiero tutto in salita, che attraversa il bosco di pini neri piantati più di un secolo fa quando gli abitanti del posto si sono accorti che dopo avere raso al suolo tutti i faggi, il ripido versante del monte era diventato piuttosto franoso... 


Dopo avere risalito a zig-zag il sentiero - sempre più stretto e ripido - si arriva al Passo del Trabocchino, e immediatamente la visuale cambia radicalmente, spaziando a perdita d'occhio per tutta la Romagna fino al lontano mare.



Siamo scesi lungo i prati sommitali sotto il sole cocente, e abbiamo incontrato i primi crocus...



Infine, in pochi minuti, abbiamo raggiunto la piccola macchia di bosco vicino all'Eremo della Madonna del Faggio. Lì si trovano alcuni tavoli in legno su cui appoggiarsi per un picnic o, come nel nostro caso, per mangiare un panino e riposare un po'. 

E li, silenzioso e solenne ho trovato il mio Faggio. 

Un faggio, per me, ha sempre qualcosa di solenne, di magico, specialmente se è un faggio secolare. Vedo agili elfi e folletti radunati di notte ai suoi piedi o arrampicati sui suoi rami argentati. Se sto molto attento posso sentire il suo respiro. In una foresta li sento parlare l'uno con l'altro in una lingua antica e sconosciuta.
Non c'è foto che renda giustizia a questo bel faggio, ma non ho potuto fare a meno di riprenderlo.



mercoledì 3 aprile 2013

I colori della sera

Questo è uno di quei posti che non hanno apparentemente niente di speciale: un piccolo recinto, un capanno, un cavallo e un grande albero. Accanto una strada piuttosto trafficata che percorro distrattamente decine di volte. Ma improvvisamente questo posto è diventato magico: il grande albero si è completamente rivestito di bianco, tanto da ricordarmi, passandoci vicino, quelle immagini all'infrarosso in cui tutto sembra ricoperto di brina. Ma naturalmente non è brina, sono fiori, che contrastano e sembrano brillare in mezzo ai campi coltivati. La bella luce della sera che - grazie all'ora legale - uscendo dal lavoro trovo ancora, regala gli ultimi colori a completare il quadro.






domenica 13 gennaio 2013

L’inverno nel bosco

Oggi ho avuto la fortuna di potere passeggiare un po’ tra gli alberi del bosco nei dintorni del Lago di Andreuccio. Il sole che fino al mattino era stato padrone di quei boschi, aveva già lasciato il posto a una nebbia fitta e fredda, il lago era letteralmente invisibile e c’era un’atmosfera surreale, anche affascinante se non fosse stato per il freddo. Il silenzio era rotto, di tanto in tanto, solo dalle voci dei pescatori che nonostante tutto erano almeno una decina, in attesa, con le loro canne, intorno al lago. Una bella passeggiata.






venerdì 2 dicembre 2011

Pianacquadio, l'ultima faggeta

Pianacquadio è il nome di una piccola faggeta racchiusa all’interno dei prati sommitali del Monte Carpegna. Si tratta di un lembo dell’antica foresta che un tempo ricopriva quasi tutta la sommità del monte. Al suo interno si trovano esemplari secolari che la conferiscono un aspetto imponente e molto suggestivo. L’ho scoperta solo di recente, e da diverso tempo mi ero ripromesso di farci un giro, appena possible. Purtroppo ho scelto la giornata più grigia e piatta che poteva capitare: ero lì alle tre del pomeriggio insieme al mio piccolo Andrea (che ho traportato di peso sulle spalle insieme allo zaino fotografico!). Ho atteso un’ora nella speranza che il sole, girando, arrivasse ad illuminare parte del bosco, ma ho atteso invano perchè la faggeta, rivolta a nord, è rimasta sempre in ombra. Voglio provare a tornarci di primo mattino per vedere se riesco a vederla - ed immortalarla - con qualche raggio di sole trasversale. Questo è il solo scatto, tra i pochi fatti, che rende un po’ l’idea della magia di questo ultimo, piccolo lembo di antica foresta. A presto!





martedì 8 novembre 2011

Badia Prataglia: la faggeta in autunno

Domenica scorsa ho partecipato alla bella escursione a Badia Prataglia organizzata dai “pentaxiani“: la mattinata passata a passeggiare all’interno della faggeta sopra il rifugio Fangacci, poi in trattoria ed infine di nuovo verso il bosco prima che facesse buio. I colori erano a dir poco strabilianti, il tempo grigio, senza pioggia ma anche senza un raggio di sole! La magia della foresta di faggi è un qualcosa di indescrivibile… Purtroppo il difficile è trasportare questa magia in una immagine bidimensionale! E’ stata comunque una bellissima giornata passata in ottima compagnia. Da rifare!